Adsl, scatta la sfida delle tariffe

Internet senza limiti, a prezzi che fino a sei mesi fa sarebbero parsi un sogno: è la novità di quest’estate, in Italia, e tocca sia le connessioni veloci (Adsl) sia quelle di livello base (a 56 K o Isdn). A tirare le redini è Telecom Italia, che ha presentato in questi giorni due nuove offerte. La prima è Alice Flat, dal 17 luglio: tutto il traffico incluso in un canone di 19,95 euro al mese, il più basso nella storia dell’Internet italiana. La seconda è Teleconomy Internet, che arriverà ad agosto per gli utenti residenziali ma è già disponibile da luglio per i clienti affari: è la prima dial-up flat firmata Telecom Italia. Ossia è un’offerta permette di connettersi senza limiti con una linea normale (non Adsl), a un canone fisso che è di gran lunga più basso rispetto a quelli cui gli italiani erano abituati: 12 euro al mese (24 euro, con l’Isdn). Con queste offerte risparmiano coloro che stanno in Internet in media per mezzora al giorno.

Telecom Italia nel giro di pochi giorni ha così messo una pezza a due tra i principali problemi dell’accesso a Internet in Italia, aveva parlato in precedenti articoli. I prezzi Adsl, che in Italia erano molto più cari che in Francia, e l’assenza di dial-up flat economiche, che siano di sollievo per gli utenti non coperti da Adsl e desiderosi di stare a lungo in Internet.
I prezzi Adsl italiani stanno calando in fretta. Fino a sei mesi fa costava 36,95 euro l’Adsl flat di Telecom a 640/256 Kbps (la velocità che è adesso di Alice Flat). A quel prezzo, adesso Telecom dà un’Adsl che è, almeno sulla carta, sette volte più veloce in download: è a 4.096/256 Kbps. Canone battuto dall’offerta analoga di Tele2, che da luglio vende un’Adsl 4.096/256 Kbps a 28,95 euro al mese. Questi canoni sono in realtà più bassi di quanto sembrino nei listini ufficiali, poichà© i principali operatori italiani di volta in volta promuovono le proprie offerte regalando mesi di Adsl gratis ai nuovi abbonati.
“Siamo molto soddisfatti della piega che stanno prendendo i prezzi in Italia”, commenta Marco Pierani, responsabile delle relazioni esterne istituzionali presso Altroconsumo. “Alice Flat ha dato una scossa al mercato, nella direzione giusta per i consumatori”. Opinione autorevole: arriva proprio dall’associazione consumatori che a giugno aveva pubblicato una ricerca molto polemica, dalla quale emergeva che l’Italia era al penultimo posto in Europa per il costo dell’Adsl. Più care delle nostre offerte erano solo quelle spagnole.
A luglio, però, l’arrivo di Alice Flat ha ribaltato la classifica: l’Italia balza al secondo posto (dopo la Francia), per le tariffe più economiche. La Francia distanzia tutti: l’offerta di Neuf Telecom costa 14,95 euro al mese per un’Adsl 2.048/128 Kbps (che diventano 20/0,512 Mbps nelle grandi città ).
L’importante, però, è che in Italia qualcosa si stia muovendo. Siamo forse sull’orlo di una guerra dei prezzi che sarà la premessa di nuovi ribassi. Wind ha infatti già risposto ad Alice Flat, con una promozione: chi si abbona entro il 12 settembre 2005, pagherà 19,95 euro al mese un’Adsl flat a 4.096/256, fino al 31 giugno 2006 (fino al 31 dicembre, se si risiede in una città coperta dalla rete unbundling di Wind). Dopo questa data, torna il prezzo ufficiale, 29,95 euro al mese; ma non è escluso che per allora Wind lo ritocchi una volta per tutte. àˆ data per imminente, inoltre, la replica di Tele2, che non può accettare di essere battuta da Telecom proprio sul fronte dei prezzi. Tiscali ha già presentato un’offerta a 19,95 euro al mese (prima ancora che arrivasse Alice Flat), con velocità di 1.280/256 Kbps, ma è attivabile solo da una minoranza di italiani: quelli coperti da rete unbundling di Tiscali, che copre il 35 per cento delle linee raggiunte dall’Adsl di Telecom. Quota che però arriverà al 50 per cento entro fine 2005, prevede Tiscali.
Quest’offerta sta avendo già un buon successo: è stata scelta dal 70 per cento dei nuovi abbonati, come riporta Tiscali. Segno di quanta fame ci sia, in Italia, di canoni Adsl sotto i 20 euro al mese.
In generale, è anche segno che il mercato Adsl italiano sta maturando: Wind e Tiscali riferiscono che ormai la maggior parte delle nuove Adsl attivate è di tipo flat. Sta finendo quindi l’era delle Adsl a consumo, una formula che è servita perlopiù a introdurre l’utente medio italiano nel mondo dell’Adsl e che ormai ha assolto al proprio compito. La vede così anche Telecom Italia, che adesso punta molto sulla flat. “Abbiamo sempre creduto che la banda larga sia “flat” per sua natura”, dice a Repubblica.it Mario Gelmini, direttore marketing consumer di Telecom. “Dovevamo però, considerare al tempo stesso anche le offerte a consumo, che ci permettono di ottenere due importanti risultati: consentire l’utilizzo dell’Adsl anche a chi non vuole avere spese fisse in bolletta e offrire soluzioni sempre in linea con le evoluzioni delle esigenze del cliente”.
Chi non è coperto da Adsl (9 per cento degli italiani, a fine 2005, prevede Telecom) non ha potuto però in passato godere appieno dei vantaggi delle formule flat, che permettono di gustare Internet senza fretta e senza l’ansia della bolletta che corre. La risposta al problema viene dall’offerta dial-up senza limiti presentata da Telecom nei giorni scorsi.
Caratterizzata da canoni che scavano un abisso rispetto alle offerte dei concorrenti. Le altre dial-up flat analoghe a Teleconomy Internet costano infatti circa 40-50 euro al mese (con operatori quali Clic.it o SìAdsl). A prezzi più bassi (20-30 euro al mese) si trovano offerte che non sono davvero senza limiti (impediscono all’utente di stare connesso per tutta la giornata).
Teleconomy Internet può tornare utile anche a chi, pur non essendo coperto da Adsl, vuole comunque navigare in banda larga senza limiti. Basta che affianchi al dial-up flat una connessione satellitare, pagando quindi due canoni nello stesso tempo. Opzione che prima era poco praticabile, appunto perchà© i canoni delle dial-up flat erano molto costosi.
Soddisfazione da parte di Altroconsumo, che “vede di buon occhio l’offerta flat dial up in questione”, dice Pierani. Ma aggiunge: “speriamo che questo possa dare il via a offerte concorrenti in tale settore di mercato in questo momento poco considerato”. In effetti, non c’è stata ancora una reazione da parte degli altri operatori, su questo fronte: i loro canoni restano invariati. Il che non è un buon segno: la concorrenza è stata spiazzata da Telecom, ma serve un coro di offerte perchà© i prezzi continuino a scendere.
fonte repubblica.it

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